da Il Bacio del mullo

Aveva seguito la ragazza dall’uscita del locale. L’aveva scelta fra tante. Non c’era una ragione precisa. Non era più bella delle altre. Il modo in cui ballava non era più seducente, la sua risata non era più conturbante. Era solo una donna che tornava a casa, nella notte, sotto la pioggia, dopo una serata con le amiche. Una donna sfortunata.
«Buonasera.»
Il saluto la colse mentre frugava nella borsetta, cercando le chiavi. Il taxi che l’aveva accompagnata era già ripartito. Alzò lo sguardo sorpresa, spaventata. Aveva gli occhi di una creatura braccata, pieni di paura e di pioggia. Ma quando vide il volto dell’uomo l’emozione che provò non fu del tutto sgradevole. Lui incurvò le labbra generose godendo della meraviglia che vedeva in quegli occhi, del piacere inaspettato che li rendeva lucidi, languidi, senza che lei avesse ancora potuto formulare un pensiero razionale. La pioggia scrosciava su entrambi, racchiudendoli in una prigione acquorea, ma la ragazza sembrava non rendersene più conto.
«Ti stai bagnando» suggerì l’uomo. Non era esatto. Era già fradicia, i capelli che avevano perso ogni piega e le colavano intorno al volto e sulle spalle come rivoli di catrame, la pelle delle braccia e delle gambe lasciate nude dal vestito succinto percorsa da ghirlande di brividi.

da Il Bacio del mullo