Monthly Archives: luglio 2013

Alchimia degli opposti

One shot vampiresca tra Guillaume de Joie e Raistan Van Hoeck scritta a due mani e con sommo diletto con l’esimia Lucia Guglielmetti

Questo racconto nasce da una piacevole e proficua collaborazione tra Federica Soprani e Lucia Guglielmetti, autrice della trilogia su Raistan Van Hoeck.

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Published: 3 luglio 2013

L’Alchimia degli opposti II

Seconda avventura di Guillaume de Joie e Raistan Van Hoeck scritta a due mani con la solita e impagabile Lucia Guglielmetti

Questo racconto nasce da una piacevole e proficua collaborazione tra Federica Soprani e Lucia Guglielmetti, autrice della trilogia su Raistan Van Hoeck.

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Published: 2 luglio 2013

L’alchimia degli opposti III

Terza avventura di Guillaume de Joie e Raistan Van Hoeck scritta a due mani con la solita e impagabile Lucia Guglielmetti

Questo racconto nasce da una piacevole e proficua collaborazione tra Federica Soprani e Lucia Guglielmetti, autrice della trilogia su Raistan Van Hoeck.

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Published: 1 luglio 2013

L’alchimia degli opposti IV – La battaglia di Vauxhall Arches

Quarta avventura di Guillaume de Joie e Raistan Van Hoeck scritta a due mani con la solita e impagabile Lucia Guglielmetti

Questo racconto nasce da una piacevole e proficua collaborazione tra Federica Soprani e Lucia Guglielmetti, autrice della trilogia su Raistan Van Hoeck.

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Published: 1 luglio 2013

Una piccola Alchimia

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Raistan lasciò il salone delle udienze come una folata di vento gelido, dopo essersi congedato dai giudici con poche parole e aver invitato con tono altrettanto secco l’Arconte a seguirlo. Percorreva il corridoio ad ampie falcate, la palandrana nera che si allargava alle sue spalle come le ali di un pipistrello. Guillaume gli teneva dietro con le mani in tasca e andatura tranquilla, guardandosi intorno con curiosità. Dopotutto, quel vetusto edificio sarebbe diventato la sua dimora per chissà quanto tempo… doveva essere impazzito, non c’era altra spiegazione.
Percepiva la rabbia e il risentimento di Raistan rimbalzare sulle pareti in scariche di energia maligna e non poté fare a meno di sospirare. Vide l’Olandese fermarsi davanti a una porta, spalancarla con modi bruschi ed entrare in una stanza, e lo seguì; quello che non si aspettava era di finire scaraventato contro una parete, con la mano di Raistan ad artigliargli la gola in una presa davvero fastidiosa. Non reagì, tuttavia, si limitò ad alzare gli occhi e a puntare lo sguardo nel suo, in attesa.
“Mi mancavano le tue squisite maniere, Raggio di sole…” ridacchiò, anche se con voce un tantino strozzata. I loro visi erano così vicini che gli sarebbe bastato sporgersi di poco in avanti per posargli un bacio sulle labbra, ma al momento erano sollevate a scoprire i canini in una smorfia spaventosa.
“I casi sono due, De Joie: o mi hai preso per il culo per gli ultimi due anni, non rivelandomi il trascurabile dettaglio del ruolo che rivesti, e in questo caso ti squarcerò la gola, oppure stai prendendo per il culo tutti quanti adesso, e ti squarcerò la gola ugualmente. Allora?”
Guillaume afferrò il polso di Raistan e gli allontanò la mano dal proprio collo con mossa tranquilla ma decisa, gli occhi ancora puntati nei suoi.
“Anche il tuo linguaggio forbito era qualcosa per cui provavo immensa nostalgia…” disse, accennando un sorriso e posandogli un fulmineo bacio sul naso. Raistan reagì con un ringhio minaccioso e lo sospinse di nuovo contro la parete, ma Guillaume fu pronto a sgusciare via e riapparve alle sue spalle, alzando gli occhi al cielo in un gesto spaventosamente umano. Un attimo di disorientamento e l’Olandese si voltò, quel suono bestiale che ancora gli sfuggiva dalle labbra stirate in una smorfia minacciosa.
“Smettila con i giochetti. Rispondimi” gli sibilò, strappandosi via di dosso la veste di velluto nero e gettandola da una parte con rabbia. Guillaume seguì i suoi movimenti con notevole soddisfazione, ma non reputò saggio commentare con la solita sagacia quell’inizio di strip-tease. Con tutta la calma del mondo raggiunse il divano di pelle nera addossato alla parete e ci si accomodò, non prima di essersi tolto l’onnipresente soprabito bianco.
“La mia elezione ad Arconte del Concilio Supremo risale a… vediamo… non più di tre settimane fa, giorno più giorno meno. Non farmi pensare a tutti i favori che ho dovuto riscattare e a tutti gli ingranaggi che ho dovuto oliare. Se fossi stato con me, mi sarei aspettato che avresti tentato in ogni modo di dissuadermi dal fare una cosa così stupida, ma non c’eri… e così eccomi qua. Entrambi prigionieri dei nostri ruoli, ma almeno…”
“Almeno cosa?” sussurrò Raistan, che pareva a un passo dal rimanere senza parole.
“Almeno siamo insieme” rispose Guillaume, allungando una mano verso di lui, come a chiamarlo a sé.
Raistan non si mosse. Sembrava essersi trasformato in una statua nerovestita e continuava a fissarlo.
“Ma che cazzo” disse poi.
“Questa mi sembra di averla già sentita, Raggio di sole. Dovresti arricchire un po’ il tuo vocabolario…” scherzò, abbassando la mano e adagiandosela in grembo.
“Quindi… quindi è vero?” balbettò Raistan, con voce stranamente rauca e lo sguardo sperduto di chi si sia appena svegliato da un sogno.
“È vero, sì. E ho bisogno di un Esecutore, in pratica di un boia. Qualcuno di fidato con cui condividere gli oneri del mio triste compito, insomma. Il lavoro non manca mai, per quelli come noi. La nostra presenza sarà richiesta un po’ in tutta Europa e il nostro arrivo sarà salutato, nel migliore dei casi, con lo stesso entusiasmo che si riserva a un’epidemia di peste. Capirai che mi serve un po’ di compagnia. Allora? Accetti?”
“Ma… il Clan… il Kilarmeth… loro non…”
“Se faranno difficoltà, rammenterò loro l’infelice ruolo che hanno avuto nel mio salvataggio. Potrei quasi accusarli di omissione di soccorso. Sono certo che diventeranno molto ragionevoli e collaborativi. Dunque?”
“E… e potremo stare insieme? Fuori di qui?”
“Il mondo ci aspetta, Raistan Van Hoeck. E ci temerà. Più di quanto già non lo faccia” rispose Guillaume, un sorriso ad aleggiargli sul viso piacente, anche se gli occhi rimasero freddi e minacciosi. Anche Raistan sorrise per la prima volta, e la stessa espressione maligna del compagno salì ad animare il suo sguardo.
“Facciamolo” rispose.
“Allora inginocchiati e presta giuramento di fedeltà al tuo Arconte” gli ordinò il Francese.
Raistan gli obbedì e si abbassò su un ginocchio davanti al compagno ritrovato, più felice di quanto non fosse stato da mesi.
“Credevo di averlo già fatto, Domine.”
La mano di Guillaume affondò nei suoi capelli serici, e Raistan sorrise di nuovo.

Published: 1 luglio 2013