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Chi ama Ki? Un post sentimentale.

Ieri sera ho preparato per cena risotto ai funghi porcini (per essere precisi ho usato il porcino bruno – il cugino di un “vero” porcino, detto anche boleto baio, nome scientifico: Boletus Badius). Una ricetta semplice, un bell’esempio di cucina casalinga (perché sembra che quel nome abbia una forte connotazione negativa?) mi ha fatto però riflettere molto. Perché? Perché i funghi sono stati raccolti dalla mia nonna in una splendida foresta della Polonia. Da bambina vi andavo giocare  migliaia di volte. Mia nonna ama raccogliere i funghi – è l’attività che la rende felice e rilassata. Poi porta i funghi a casa, li pulisce e secca, li mette in sacchetti di stoffa (cuciti da lei) e… ne spedisce sempre uno in Italia per noi, perché sa che qui (parlo della Lombardia) le foreste e i funghi sono difficili da trovare. Questi funghi contengono quindi la bellezza delle foreste polacche e tanto, tanto, tanto amore della nonna! Come potevo cucinare senza sorridere?

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Biscotti mezzaluna alla nocciola (ricetta vegan)

La ricetta che sto per presentare proviene da  “Kuchnia Polska” di Ewa Aszkiewicz. Il libro contiene oltre  1000 ricette della tradizionale cucina polacca. L’interessante è che l’autrice ha raccolto le ricette famigliari – quelle della sua bisnonna, nonna, mamma e zie. Tutte si basano sugli ingredienti tipici per la Polonia. Sfogliando le pagine scopriremo tanti piatti che possono essere definiti come vegetariani o vegani.

BISCOTTI MEZZALUNA ALLA NOCCIOLA

Una ricetta vegan, gustosa, semplice ed ideale come il cibo che potete portare con voi come una merenda.

Ingredienti (per 25 – 30 biscotti)

  • 2 bicchieri di farina
  • 200 g di burro vegetale
  • 1/2 bicchiere di zucchero a velo
  • 1 bicchiere delle nocciole tritate (si possono usare anche le noci oppure tutte e due)

Preparazione

Impastare insieme tutti gli ingredienti, coprire con la pellicola e lasciare riposare in frigo per circa un’ora.  Prendere pezzi di pasta e formare dei cordoni abbastanza grossi (come pollice) poi tagliarli a pezzetti di 5 cm e formare le mezzelune. Cuocere per circa 20 min nel forno scaldato a 200 gradi. Quando sono cotte, spolverare con del zucchero a velo.

Il sapore diventa migliore il giorno dopo!

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Love me tender, love me sweet – un panino di Elvis

Sarà probabilmente uno dei più famosi panini nella storia – quello del Re del rock’n’roll. Elvis Presley – l’icona delle icone, il mito di un’intera generazione, l’ispiratore di molti grandi della musica… ma anche – perché no? – della cucina.

Il suo snack preferito è molto semplice: i toast con burro di arachidi e banane. Basta tostare il pane (bianco o integrale), spalmare con burro di arachidi e aggiungere le banane. Il burro potete fare da soli ed è semplicissimo:

Ingredienti:

  • 2 tazze di arachidi tostate (non salate, sono perfette quelle da sbucciare)
  • 1 pizzico di sale
  • 2 cucchiai di olio di arachidi o mais (si può usare anche olio EVO delicato)
  • 1 pizzico do zucchero di canna (non è obbligatorio)

Preparazione:

Frullare tutti ingredienti fino a ottenere consistenza cremosa. Per questa ricetta è fondamentale un buon frullatore. Se la consistenza del burro è troppo dura aggiungere un pochino d’acqua tiepida (un cucchiaino alla volta), sino ad ottenere la consistenza desiderata. Versare nel vasetto e raffreddare. Conservare in frigo.

Tornando però al rock’n’roll: Il famoso spuntino è ormai conosciuto sotto molte versioni, tra cui: con miele, lattuga, succo di limone, zucchero di canna, pancetta. Si sa che Elvis lo mangiava  soprattutto prima dei concerti. Secondo la leggenda erano la fonte della sua l’infinita energia (la leggenda tace a proposito dei stupefacenti). Il modo di preparare i panini del Re scatena le discussioni. I panini venivano grigliati o fritti? Le banane dovevano essere tagliate oppure schiacciate? Le speculazioni su come esattamente sono stati fatti probabilmente non finiranno mai.

Fortunatamente gli ingredienti base non cambiano e sono semplici. Per il resto ognuno può scegliere il gusto che gli piace di più (però la pancetta no, vero?).

 

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Cotolette vegan di fiocchi d’avena + marmellata piccante di mele

L’AVENA è un cereale con numerosi effetti benefici per la nostra salute. E’ un’ottima fonte di carboidrati complessi e proteine vegetali. I benefici dell’avena per la salute?  Sono tanti. Il più conosciuto è forse quello di combattere il colesterolo cattivo. Ma non finisce qui. L’impiego dell’avena riduce i livelli di zucchero nel sangue nelle persone diabetiche. Dà anche ottimi risultati in caso di depressione, nervosismo, insonnia ed esaurimento fisico o mentale. L’avena contiene sostanze antiossidanti che aiutano a prevenenire malattie cardiache e cancro. Tra le fibre solubili dell’avena troviamo i preziosi beta-glucani, che aiutano a mantenere sotto controllo il peso corporeo.
Credo che non vediate ora di includere avena alla vostra dieta quotidiana. Ed ecco una ricetta che vi può essere utile: cotolette vegan di fiocchi d’avena + marmellata piccante di mele al peperoncino e maggiorana.

LE COTOLETTE

Ingredienti (per circa 15 cotolette):

  • 1,5 bicchiere di fiocchi d’avena
  • 1 cipolla
  • circa 50 ml di brodo vegetale o acqua calda
  • 1 cucchiaio di yogurt di soia (oppure un tuorlo d’uovo nella versione non-vegan)
  • un po’ di farina o semola di grano duro
  • sale, pepe
  • pangrattato
  • olio di semi

Preparazione:

Versate i fiocchi d’avena in una ciotola. Aggiungete brodo caldo/acqua calda (io uso il brodo perché così le cotolette sono più saporite), coprite la ciotola e lasciate riposare il tutto per 10-15 minuti. Nel frattempo sminuzzate la cipolla e stufatela in olio con un pizzico di sale. Mescolate insieme fiocchi d’avena, cipolla (potete usare anche porro oppure tutti e due), yogurt (o tuorlo), sale, pepe e un po’ di farina o semola. Scrivo un po’ perché serve per ottenere la consistenza che vi permetterà di formare le piccole cotolette. Passate le cotolette in pangrattato e friggete in olio di semi fino a farle diventare dorate in superficie. Diventano belle croccanti!

Potete servirle calde ma sono ottime anche fredde. Quindi potete portare le cotolette anche al lavoro oppure al picnic!

LA MARMELLATA

Ingredienti (per circa 200g di marmellata)

  • 3-4 mele
  • peperoncino frantumato
  • maggiorana (fresca o secca)
  • sale

Preparazione:

Sbucciate le mele e tagliatele in piccoli cubetti. Mettete in una pentola con un pochino d’acqua. Cominciate a cuocere a fuoco lento. Quando le mele si ammorbidiscono aggiungete sale, peperoncino e maggiorana. Io vado ad occhio. Lo scopo è  di ottenere un equilibrio giusto tra dolcezza delle mele e il gusto piccante/salato delle spezie. Di solito non aggiungo zucchero. Ma se le mele sono molto acide potete anche addolcirle con un po’ di marmellata. Cuocere tutto 20-30 minuti fino ad ottenere la consistenza giusta e “marmellattosa” 🙂

La marmellata è un ottimo contorno non solo per le cotolette d’avena ma anche altri tipi di piatti fritti, formati oppure sul panino.

 

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Paté di lenticchie rosse

Probabilmente il vostro menu per la Pasqua è ormai pronto e forse anche nella maggior parte preparato. Ma se avete ancora voglia di uno stuzzichino insolito oppure volete provare un piatto interessante per la Pasquetta ecco a voi una ricetta gustosa e non complicata.

Lo dico subito e chiaramente: non è la mia ricetta originale. E’ una ricetta di Agnieszka Kręglicka –  critico enogastronomico e ristoratrice polacca. La versione originale potrete trovarla qui: http://tinyurl.com/nthsleu (foto: foodmag.pl)

Procediamo con due elementi separatamente.

1. Prima le lenticchie rosse.  250 g di semi vanno sciacquati sotto acqua fredda e coperti con 500 ml d’acqua. Cuocere sul fuoco lento mescolando in tanto di tanto finché le lenticchie non sono morbide fino a spezzarsi. Si può anche cuocere in brodo vegetale.

2. Aromi, preparare separatamente. Un importante vantaggio delle lenticchie rosse è che prendono facilmente i sapori di eventuali spezie, sono come una tela emulsionata, che chiede di applicare la vernice. I tre gusti testati che uso per le mie varianti sono:

a. Carota e cumino

Tritate carote e cipolle,  cuocetele nella padella con olio EVO aggiungendo cumino, sale, pepe e varie spezie orientali (chili, curry, zenzero, salsa di soia). Si può aggiungere anche aglio, prezzemolo, coriandolo.

b. Porri

Tagliare i porri  e cuocere in olio EVO (circa 150 ml) con sale, pepe e noce moscata.

c. Funghi

Cuocere i funghi nell’olio con sale, pepe e aglio fresco.

Vi invito a creare le vostre composizioni, e credo che le lenticchie possano affrontare ogni sfida! 🙂

I componenti del Paté sono: un bicchiere di purea di lenticchie rosse, poco di più di un bicchiere di verdure (a/b/c) cotte in olio EVO con spezie e tre o quattro uova sbattute. Non usare il mixer, basta semplicemente mescolare. Ungere la formina con olio  cosparso di pangrattato e mettere in forno riscaldato a 180 ° C. Dopo aver versato il composto, sbattere leggermente i bordi della formina in modo da far fuoriuscire l’aria. Cuocere in forno per circa 30 minuti ed attendere che si sia raffreddato bene prima di tagliare.

Buona Pasqua a tutti!!! 🙂

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Cotolette di patate + insalata di cavolo viola = il mio “comfort food”

La ricetta che vi sto presentando oggi viene usata nella mia famiglia da sempre. Cotolette di patate cotte facevano così la mia bisnonna, mia nonna e mia mamma. Questi bocconcini fritti e croccanti sono il mio piatto dell’infanzia, che mi fa venire in mente tantissimi bei ricordi ed una sensazione di serenità, mi regalano sempre un sorriso e proprio per questo sono il mio “comfort food” (cioè un piatto che mi coccola quando per vari motivi mi sento un po’ giù).

Ci sono tantissime ricette per le cotolette di patate. La nostra famigliare è semplicissima (less is more) e mi piace anche perché è ottima per riutilizzare gli avanzi. Succede spesso di cucinare troppe patate. Beh, in Italia forse un po’ meno spesso.  In Polonia però un piatto tipico negli anni 80 ripeteva lo schema: patate + carne/pesce + insalata. Questo soprattutto per sabato o domenica. Durante la settimana si mangiavano le patate sotto forma di kopytka (gnocchi polacchi), pyzy (altro tipo d’impasto), placki ziemniaczane (un giorno vi devo assolutamente presentare questa ricetta) zuppe (in Polonia ne mangiamo tantissime) oppure ripieno in pierogi (come fossero ravioli grandi). Ormai questo schema è cambiato. Lo stile di cucinare è diverso.  Ma nonostante la tendenza al ribasso registrata nel consumo di patate fresche, la Polonia continua a segnare il più alto consumo di patate pro capite in Europa (dati del Ministero dell’Agricoltura).

Nella mia famiglia quindi il piatto di cui sto parlando funzionava proprio per riutilizzare le patate avanzate. Solo dopo ho “scoperto” l’idea di cucinarlo anche come piatto primario. In questo caso vi consiglio di cucinare le patate con la buccia e pelarle solo dopo, quando sono già cotte e raffreddate. Così il vostro impasto sarà meno acquoso e più saporito.

Ingredienti:

  • 0,5 kg di patate
  • 1 cipolla bianca
  • 1 uovo o un tuorlo se le patate sono meno (per sostituire uovo: 1/2 bicchiere di tofu seta o yogurt di soia)
  • 2 – 4 cucchiai di farina o di semola di grano duro (la mia nuova scoperta – dona un effetto interessante!)
  • sale
  • pepe nero (io ne aggiungo tanto)
  • pangrattato
  • olio di semi

Preparazione:

Schiacciate bene le patate, aggiungete la cipolla tritata in cubetti, uovo (o sostituto), sale, pepe e farina/semola. Cominciate da 1 – 2 cucchiai. Poi dalla consistenza dipende se aggiungerne di più oppure no. Sempre meglio un po’ meno che più.  L’impasto deve essere denso e facile da modellare. Prendete un pezzetto d’impasto e pressatelo un po’ con le mani dandogli la forma di una piccola “cotoletta”; passatelo in un piatto col pangrattato. Friggete in olio di semi finché non sono dorate. Devono essere croccanti fuori e morbide dentro. Lasciate assorbire l’olio in eccesso su carta da cucina.

La mia è la ricetta base. Si può facilmente arricchirla aggiungendo delle erbe tritate, noce moscata, parmigiano o grana grattugiato, i semi (di girasole, zucca, sesamo) e qualunque cosa vi salti in mente. Usate tutte le mie ricette come una base e sentitevi liberi di sperimentare!

Le cotolette potete mangiarle sia calde che fredde. Accompagnate con una salsa (per esempio di funghi champignon) oppure con insalata. La mia composizione preferita è quella con l’insalata di cavolo viola. Mi piace tantissimo il suo colore vivace e il contrasto tra morbidezza e gusto delicato delle patate e croccantezza piccantina del cavolo viola.

Ingredienti:

  • 1 cavolo viola
  • 1 mela non tanto dolce
  • 1/2 di piccola cipolla rossa
  • olio EVO
  • sale, pepe

Preparazione:

Tritate finemente il cavolo. Aggiungete la mela sbucciata e la cipolla tagliate in piccoli cubetti. Condite con sale, pepe e olio EVO.

(Questa è la versione che piace a me. Però si può anche aggiungere succo di limone oppure un goccio di aceto di mele.)

LA COSA PIU’ IMPORTANTE: Divertitevi cucinando! Un bel sorriso è sempre l’ingrediente fondamentale! 🙂

 

 

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Invita un Supereroe a tavola!

Più che una carina decorazione su un panino, I SEMI DI SESAMO meritano ad essere considerati SUPER CIBO! Sono ricchi di potenti fitonutrienti che combattono le malattie. Questi semi versatili sono stati a lungo utilizzati da diverse culture di tutto il mondo, ma molte persone non sono consapevoli delle loro qualità salutari.

Una recente ricerca si è concentrata su sostanze che si trovano in abbondanza nei semi, le quali hanno dimostrato un grande potenziale nel ridurre i livelli di lipidi nel sangue e la pressione sanguigna, combattendo l’infiammazione e cancro, aumentando la capacità antiossidante del corpo, e migliorare la biodisponibilità di vitamina E. Una ricchezza di prove rivela la potenza contenuta all’interno di questi piccoli semi nell’aiutare a gestire alcuni dei problemi di salute prevalenti di oggi, e ci dà un sacco di motivi per aggiungerli alla nostra dieta quotidiana. (Le maggiori informazioni delle ricerche potete trovare sul sito della fondazione Life Extension www.lef.org)

I semi di sesamo possono essere aggiunti a quasi tutti i piatti tra cui insalate, frittate, zuppe e prodotti da forno. Esiste anche il burro di sesamo come sostituto del burro di arachidi; si possono mangiare semi di sesamo sotto forma di tahin o come aggiunta alla hummus. L’unico limite sarà dato solo dalla nostra fantasia!

Ed ecco un esempio del piatto semplice cui i semi di sesamo danno un tocco in più:

RISO INTEGRALE con CECI e SEMI DI SESAMO. Un piatto che trae l’ispirazione dall’Oriente, monocromatico, nella tinta del deserto. Ma se voleste arricchirlo con accenti più vivaci, con qualche punta di colore, potreste aggiungere erbe fresche come erba cipollina, prezzemolo, coriandolo, menta: stanno benissimo.

Ingredienti (4 persone):

400 g di ceci in scatola
200 g di riso integrale
semi di sesamo
salsa di soia
sale
olio di semi

Preparazione:

  • Bollite il riso in acqua leggermente salata, scolandolo al dente;
  • Riscaldate l’olio di semi nel wok o nella padella; fate saltare il riso per un paio di minuti.
  • Unite i ceci, aggiungete la salsa di soia (circa 3 cucchiai a seconda dei gusti) e semi di sesamo. (I semi di sesamo si possono tostare leggermente ma occorre fare attenzione perché se si prolunga troppo la tostatura tendono a diventare amarognoli.)
  • Fate saltare il tutto per circa 5 minuti;

Voilà!

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Cena igienista pefetta!

Normalmente, essendo vegan-crudista (in una parola igienista), non cucino molto, ma nel periodo invernale mi concedo spesso zuppette calde o risotti o pasta di segale integrale con le verdure, ecc… Sempre e rigorosamente dopo aver spazzolato una ciotolona di insalata mista! Oggi vorrei condividere con voi la perfetta cena igienista :-) Poi le varianti sono moltissime, sia per gli ingredienti dell’insalata, sia per il primo piatto a seguire e sia per le altre verdure cotte o crude come chiusura del pasto. Basta solo avere fantasia ed essere amanti della semplicità in tavola ed il gioco è fatto ;-)

Fonte della ricetta Veganblog.it

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